Avete già scelto la planetaria KitchenAid del colore che avete sempre desiderato, magari l’avete anche già in casa, ma quando è arrivato il momento di progettare la nuova cucina vi siete accorti che non avevate pensato a dove metterla, se ci fosse una presa elettrica comoda nelle vicinanze, o se il colore scelto anni fa si sposasse ancora con lo stile della cucina nuova. È un problema più comune di quanto sembri: gli elettrodomestici da piano di lavoro, per quanto belli, vengono spesso considerati solo alla fine del progetto, quando ormai le scelte di layout, prese elettriche e finiture sono già state fatte.
In questo articolo vediamo come integrare al meglio gli elettrodomestici KitchenAid, in particolare la planetaria, ma anche gli altri piccoli elettrodomestici della gamma, all’interno di un progetto di cucina, fin dalle fasi iniziali della progettazione, evitando i compromessi dell’ultimo minuto.
Perché serve pensarci prima, non dopo
Un piccolo elettrodomestico da piano di lavoro come la planetaria KitchenAid non è un accessorio che si aggiunge a cucina finita senza conseguenze sul progetto. Ha un ingombro non trascurabile (soprattutto nelle versioni con ciotola di capacità maggiore), un peso significativo che richiede un piano di appoggio stabile, e un utilizzo che spesso comporta la necessità di lasciarla accesa per diversi minuti durante l’impasto, con conseguente occupazione prolungata dello spazio di lavoro. Progettare la cucina tenendo conto di questi elementi fin dall’inizio evita di ritrovarsi, a lavori conclusi, con un elettrodomestico che occupa l’unico spazio libero del piano di lavoro o che va spostato ogni volta che si usa.
Spazio dedicato sul piano di lavoro
Il primo elemento da considerare è lo spazio fisico. Se si prevede di tenere la planetaria sempre in vista sul piano di lavoro, come fanno molti utenti proprio per la sua estetica curata, conviene riservarle una porzione di piano libera e facilmente raggiungibile, idealmente vicino a una presa elettrica, evitando di posizionarla in un angolo dove il braccio motore o gli accessori opzionali (come il tritacarne o la trafila per la pasta, che si agganciano frontalmente) non abbiano lo spazio necessario per essere montati e utilizzati comodamente.
Chi invece preferisce riporre la planetaria in dispensa o in un mobile dopo l’uso, per un discorso di ordine visivo o di spazio limitato, dovrebbe valutare in fase di progetto un vano dedicato con altezza sufficiente e, quando possibile, un ripiano estraibile o un elevatore motorizzato per elettrodomestici pesanti, soluzione che alcuni produttori di mobili da cucina offrono proprio per questo tipo di esigenza, e che va discussa con chi progetta i mobili della cucina.
Prese elettriche dedicate e ben posizionate
Un errore molto comune nella progettazione degli impianti elettrici della cucina è concentrare le prese solo vicino al piano cottura o al lavello, dimenticando che il piano di lavoro dove si prevede di posizionare piccoli elettrodomestici come la planetaria, il frullatore o la macchina del caffè ha bisogno delle proprie prese, in numero sufficiente e posizionate in modo da non dover usare prolunghe o ciabatte visibili.
In fase di progettazione della cucina, è buona norma indicare al progettista e all’elettricista dove si prevede di posizionare stabilmente gli elettrodomestici KitchenAid (o di altri marchi) che si intende usare regolarmente, in modo da prevedere prese elettriche nella zona corretta, magari anche prese a scomparsa nel piano di lavoro o nel top, soluzione sempre più diffusa nelle cucine di fascia medio-alta proprio per gestire in modo ordinato l’alimentazione di più piccoli elettrodomestici senza cavi visibili quando non utilizzati.
Coordinamento estetico con il colore degli elettrodomestici
Uno degli aspetti che rende KitchenAid particolarmente rilevante in un progetto di arredo cucina, nonostante sia un marchio di elettrodomestici e non di mobili, è proprio l’ampia disponibilità di colori e finiture dei suoi prodotti. Questo permette di usare la planetaria e gli altri piccoli elettrodomestici come veri e propri elementi di coordinamento cromatico della cucina, in due direzioni opposte ma entrambe valide:
Coordinamento per continuità: scegliere il colore dell’elettrodomestico in tonalità simile o complementare rispetto alle ante, al top o alla parete, per un effetto di insieme armonico e discreto.
Coordinamento per contrasto: scegliere un colore acceso o comunque diverso dalla palette prevalente della cucina, usando l’elettrodomestico come un vero e proprio elemento decorativo che attira l’attenzione, una scelta molto diffusa nelle cucine dal design più contemporaneo, dove un tocco di colore vivace su un piano di lavoro altrimenti neutro (bianco, grigio, legno chiaro) crea un punto focale voluto.
In entrambi i casi, la scelta va fatta guardando insieme le finiture di ante, top e pavimento già selezionate per la cucina, per evitare accostamenti casuali che si notano solo a lavori ultimati.
Altri piccoli elettrodomestici: stessa logica di progetto
Le stesse considerazioni fatte per la planetaria valgono, in scala ridotta, per gli altri piccoli elettrodomestici KitchenAid: il frullatore, la macchina del caffè, il tostapane. Anche in questo caso, vale la pena chiedersi in anticipo quali elettrodomestici si prevede di tenere sempre in vista sul piano di lavoro e quali invece verranno riposti dopo l’uso, per dimensionare correttamente sia lo spazio libero sul piano sia lo spazio di stoccaggio nei pensili o nei cassetti bassi, che per elettrodomestici pesanti dovrebbero avere un fondo rinforzato o essere dotati di guide di scorrimento adeguate al peso.
Un consiglio pratico: la lista degli elettrodomestici prima del progetto mobili
Il consiglio più utile, valido non solo per KitchenAid ma per qualsiasi elettrodomestico da piano di lavoro che si prevede di usare con regolarità, è arrivare al colloquio con chi progetta la cucina già con una lista degli elettrodomestici che si possiedono o che si intende acquistare, comprensiva di dimensioni indicative e peso quando rilevante. Questo permette al progettista di riservare fin da subito lo spazio corretto sul piano di lavoro, prevedere le prese elettriche nella posizione giusta e, se necessario, dimensionare correttamente eventuali vani a scomparsa o elevatori motorizzati nei mobili bassi.
Illuminazione dell’angolo dedicato agli elettrodomestici
Un elemento che spesso viene trascurato, ma che incide molto sulla praticità quotidiana, è l’illuminazione della zona del piano di lavoro dove si prevede di posizionare la planetaria o gli altri piccoli elettrodomestici. Un faretto o una striscia LED sotto pensile, posizionata proprio sopra la zona dedicata, rende molto più agevole l’uso quotidiano di questi apparecchi, soprattutto per operazioni che richiedono precisione, come dosare gli ingredienti o controllare la consistenza di un impasto durante la lavorazione.
Questo aspetto va coordinato con il progetto dell’impianto elettrico complessivo della cucina, prevedendo un punto luce dedicato che illumini in modo mirato la zona di lavoro, senza affidarsi solo all’illuminazione generale della stanza, spesso insufficiente per lavorazioni di precisione svolte proprio in quell’angolo specifico del piano di lavoro.
Errori comuni da evitare nella progettazione
Nella pratica, alcuni errori si ripetono con una certa frequenza quando si integra un elettrodomestico come la planetaria in un progetto cucina senza una pianificazione adeguata. Il primo errore è sottovalutare l’altezza dei pensili sopra il piano di lavoro: la planetaria, con la testa sollevata durante l’uso o con alcuni accessori montati, ha un ingombro verticale che può risultare incompatibile con pensili posizionati troppo in basso, costringendo poi a spostare l’elettrodomestico ogni volta che serve, vanificando il vantaggio di tenerlo sempre pronto all’uso.
Il secondo errore è dimenticare lo spazio per il cavo di alimentazione, che se non gestito correttamente resta a vista in modo disordinato o, peggio, va a interferire con le ante dei pensili sottostanti. Una soluzione semplice, da concordare con il progettista, è prevedere un piccolo passacavo nel top o nella parete posteriore, che permetta di gestire il cavo in modo ordinato anche quando l’elettrodomestico resta collegato in modo permanente.
Il terzo errore, più legato all’organizzazione degli spazi che all’impianto elettrico, è non considerare il peso complessivo degli elettrodomestici che si prevede di riporre nei cassetti o nei mobili bassi: cassetti e ripiani non dimensionati per sostenere il peso di più piccoli elettrodomestici possono usurarsi precocemente o, nei casi peggiori, cedere, un rischio che si evita semplicemente segnalando in anticipo al progettista quali e quanti elettrodomestici si prevede di riporre in ciascun vano.
Tabella: elementi da considerare per l’integrazione
| Elemento | Cosa considerare | Quando deciderlo |
|---|---|---|
| Spazio sul piano di lavoro | Ingombro, spazio per accessori frontali | In fase di progetto mobili |
| Prese elettriche | Numero, posizione, eventuale presa a scomparsa | In fase di progetto impianto elettrico |
| Colore elettrodomestico | Coordinamento o contrasto con ante/top | Prima della scelta finale delle finiture |
| Stoccaggio se non in vista | Vano dedicato, ripiano estraibile, elevatore | In fase di progetto mobili bassi |
| Accessori opzionali planetaria | Spazio per montaggio e utilizzo frontale | In fase di scelta della posizione fissa |
Integrare KitchenAid anche in una cucina già esistente
Non tutti i progetti riguardano una cucina nuova di zecca: molto spesso ci si trova a voler inserire una planetaria o altri elettrodomestici KitchenAid in una cucina già esistente, magari acquistata anni fa senza pensare a questo tipo di utilizzo. In questi casi, le possibilità di intervento sono più limitate ma non inesistenti: si può valutare l’aggiunta di una presa elettrica supplementare nella zona del piano di lavoro più adatta, verificare se un cassetto o un pensile basso può essere liberato e organizzato per riporre l’elettrodomestico quando non in uso, o semplicemente individuare, tra gli spazi liberi esistenti, quello più funzionale per un utilizzo regolare, anche se non perfettamente ottimizzato come sarebbe stato in un progetto pensato da zero.
Un piccolo intervento spesso sottovalutato, ma alla portata di molte ristrutturazioni parziali, è la sostituzione di un singolo pensile con una versione più alta o con un ripiano regolabile, proprio per fare spazio a un elettrodomestico che in fase di acquisto della cucina non era stato previsto, senza dover intervenire sull’intero progetto della cucina.
Domande frequenti
Quando va pensata la posizione della planetaria nel progetto cucina?
Fin dalle fasi iniziali, non a cucina finita. La planetaria ha un ingombro e un peso non trascurabili e resta sul piano per diversi minuti durante l’impasto. Pianificarla subito permette di riservarle una porzione di piano libera, vicino a una presa elettrica, con lo spazio necessario per montare gli accessori frontali.
Quante prese servono sul piano di lavoro?
In numero sufficiente per i piccoli elettrodomestici usati regolarmente, posizionate dove si prevede di tenerli, così da evitare prolunghe e ciabatte a vista. È utile indicarne la posizione al progettista e all’elettricista già in fase di progetto; le prese a scomparsa nel top aiutano a gestire l’alimentazione in modo ordinato.
Come si ripone la planetaria se non la si vuole tenere in vista?
Si può prevedere in fase di progetto un vano dedicato con altezza sufficiente e, quando possibile, un ripiano estraibile o un elevatore motorizzato per elettrodomestici pesanti. Cassetti e ripiani destinati a elettrodomestici pesanti devono avere un fondo rinforzato o guide adeguate al peso, da concordare con chi progetta i mobili.
Quali errori evitare nella progettazione?
I più comuni sono sottovalutare l’altezza dei pensili sopra il piano, che può ostacolare la testa sollevata o gli accessori; dimenticare lo spazio per il cavo di alimentazione, gestibile con un passacavo nel top o nella parete; non considerare il peso complessivo degli elettrodomestici da riporre in cassetti e mobili bassi.
Si può integrare KitchenAid in una cucina già esistente?
Sì, con margini più limitati. Si può aggiungere una presa elettrica nella zona più adatta del piano di lavoro, liberare e organizzare un cassetto o un pensile basso per riporre l’elettrodomestico, oppure sostituire un singolo pensile con una versione più alta o con un ripiano regolabile, senza intervenire sull’intero progetto.
Dove trovare KitchenAid
Se state progettando una nuova cucina e volete integrare al meglio la vostra planetaria o gli altri piccoli elettrodomestici KitchenAid fin dalle prime scelte di layout, Centro Edile De Gregoris è a disposizione con showroom a Sabaudia e a Sonnino, in provincia di Latina, per aiutarvi a coordinare elettrodomestici, finiture e spazi del vostro progetto cucina. Serviamo clienti nelle province di Latina, Frosinone e Roma: passate in showroom o contattateci per una consulenza sul vostro progetto.
Fonte: https://www.kitchenaid.it